Archivio mensile:settembre 2013

X la serie:”Sfatiamo miti e smontiamo stereotipi”

IN PILLOLE:

– “Non fare l’attore con me!” “Eh tu sei un attore, sei bravo a fingere/mentire”:

Non è necessariamente vero che un attore abbia voglia di recitare anche nella vita privata (anzi mi pare poco probabile). Se poi l’attore in questione ha alle spalle un intenso training emotivo e sensoriale, che -idealmente- dovrebbe renderlo “really alive” e apertissimo ad ogni genere di esperienza, e se siamo alle prese con un vero artista (e non un faker) le sovrastrutture e convenzioni sociali dovrebbero essere l’ultimo dei suoi pensieri.

Ergo, un vero attore non è detto che sia bravo a fingere/mentire perchè il suo lavoro è (dovrebbe essere) l’ESATTO OPPOSTO: essere sincero e vero al 100%.
Diciamo che: “Niente è finto, tutto è vivo!” 🙂

– “Che ci vuole a recitare? impari a memoria e poi lo fai. potrei farlo anche io, anzi se serve qualcuno…”

La risposta che darò probabilmente è la stessa che darebbe chiunque per il proprio mestiere, tuttavia…
1) imparare a memoria è solo un millesimo del lavoro da fare, e se si è professionisti seri è la parte più facile e veloce.
2) Recitare non è solo una questione di talento: qualsiasi talento naturale va comunque supportato da studio sia teorico (dizione, analisi del testo, creazione personaggi…) che pratico (training e tecniche varie) ma soprattutto da una cultura generale che DEVE essere DAVVERO il più ampia possibile. Dunque, non si finisce MAI di studiare ed anche di leggere, arricchirsi, acculturarsi (un giorno parlerò di una preparazione culturale minima consigliata). Recitare non è “dirla bene”, è infinitamente più di questo!

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Prima lezione

È andata piuttosto bene come primissima lezione. Ho una mini-classe composta da 3 ragazzi ed una ragazza, tutti principianti assoluti. Abbiamo iniziato naturalmente presentandoci, facendo un po’ di conoscenza: ho chiesto dei loro studi, delle loro passioni, sia artistiche che sportive, facendogli capire che tutto verrà utilizzato e non bisogna buttare nulla. Anzi, li ho esortati ad arricchirsi costantemente, ad essere assetati di cultura e curiosi di tutto. L’attore deve essere come una spugna: assorbire qualsiasi esperienza, perchè tutto può tornare utile.
Ho chiesto loro riguardo allo sport perché naturalmente un attore deve essere non per forza atletico, ma quantomeno sciolto nei movimenti, agile e dai riflessi pronti. Ragion per cui sono molto ben accetti tutti gli sport che aiutino ad avere una piena coscienza del proprio corpo e delle sue capacità. No, il calcio e simili non sono granché utili in questo: i più indicati sarebbero la danza (di ogni genere), le arti marziali (perché anche qui si esprime qualcosa col corpo), acrobatica, ginnastica artistica, aerobica, yoga (lo so, non è uno sport!)… ed altri.
Ho chiesto loro se avevano altre passioni artistiche, perché tutte le forme d’arte
(in particolare la musica) trovano prima o poi riscontro nella recitazione, quindi vanno coltivate assolutamente! Visto che il lavoro scarseggia e scarseggerà sempre, bisogna avere quante più frecce possibile al proprio arco!
Ho spiegato loro cosa faranno con me, perchè già hanno altri docenti con cui si occupano di dizione, canto, danza e tecniche cine-televisive: con me faranno recitazione e basta, espressione delle emozioni/sensazioni allo stato puro! E più avanti -se va bene- parleremo di come si crea un personaggio. Se riusciranno a padroneggiare tutto questo insieme (e non in constrasto con) alla tecnica… avranno un’ottima base!
Ho trovato modo di aprire una breve parentesi circa il “falso mito” di cui ho trattato nel post precedente (e che ha suscitato molto interesse), ovvero del fatto che per un bravo attore non deve esistere distinzione tra recitazione al cinema e a teatro (ciò che cambia è il Medium, l’ambiente a cui adattarsi, NON le dinamiche recitative!!). Quindi ho parlato loro degli strumenti del mestiere: CORPO (fatto di voce, gesti e mimica facciale) e MENTE/ANIMA (grazie al quale sentiamo ed elaboriamo gli STIMOLI). Ogni azione deve avere uno Stimolo (reale o immaginario), quindi sarebbe più giusto chiamarle REAZIONI. se si fa qualcosa senza uno stimolo VERO, si è compiuto un gesto meccanico (da evitare come la morte!). Come prima lezione li ho solo esortati a porsi 1000 domande su questi concetti, spiegando loro che

– recitare non è solo bla-bla: la voce è solo una pars pro toto, un elemento da amalgamare con altri. In particolare ho sottolineato quanto noi esseri umani comunichiamo attraverso il CORPO. Li ho quindi invitati ad OSSERVARE con attenzione massima i dettagli unici di ogni persona che incontrano e studiarli a fondo. Man mano li aiuterò a liberarsi dalla dittatura delle parole!
– recitare richiede un’enormità di tempo da trascorrere nella preparazione e nello studio minuzioso di tutti questi dettagli. Questo sembrava spaventarli un poco! 🙂 Li ho inoltre invitati a leggere il più possibile, divorare film ed andare a teatro.
– allorché gli ho chiesto se conoscevano dei pezzi a memoria, li ho visti spaventati, quindi ho spiegato loro quanto quello della memoria sia un falso problema, che la memoria è come un muscolo da tenere in allenamento (con qualsiasi cosa ti piaccia! poesie, canzoni, film……). Infine ho mostrato loro come memorizzare organicamente e non a pappagallo!

Oltre a tutto questo abbiamo toccato vari argomenti, ma senza divagare troppo.
Come prima lezione ho pensato di tenerci leggeri e spendere più tempo nel conoscerci.

ps. Gli ho lasciato un compito: preparare una scena a memoria (bene!!) per poter iniziare a lavorare un po’!
Alla prossima!!

Inizia la serie: “sfatiamo miti e smontiamo stereotipi”!!

Inauguro oggi un argomento che sarà molto presente in questo blog: “Sfatiamo miti e smontiamo stereotipi”, naturalmente sul tema Recitazione. In Italia siamo eccezionali vittime di stereotipi e false convinzioni che altrove nel mondo sono sparite da diversi decenni. Perché? La prima risposta che mi viene in mente è “perché così conviene ai tanti che su queste falsità ci marciano alla grande”. E chi sarebbero? Direi, anzitutto i vecchi dinosauri delle accademie e degli stabili da una parte, alcuni registi o pseudo-tali, ed altre scuole e scuolette di dubbia serietà. Un altro “attore” di questo grave inganno è rappresentato da molte agenzie, ma li considererei più che altro vittime inconsapevoli, troppo superficiali per aprire gli occhi. Ma non divaghiamo troppo:

– Falso mito/Stereotipo numero 1: esiste una recitazione teatrale ed una cinematografica (quindi anche un “attore teatrale” vs. “attore cinematografico”);
Questo è uno dei più tosti da abbattere, perchè davvero sono troppi quelli che ci marciano sopra, ed anche troppi gli attori/attrici che si crogiolano in questa illusione e ne fanno una scelta di vita (come essere di destra o sinistra). Pure io agli inizi ci credevo, infatti ho cominciato con una “scuola di recitazione cine-tv” perchè volevo fare quello e il teatro non mi interessava. Come molti, consideravo queste cose scisse, inconciliabili (AH! Questi giovani!!). Ebbene, ho imparato – “sbattendoci anche contro” – che NON ESISTONO 2 tipi di recitazione! Anzi, mettiamola così: esiste la BUONA recitazione e la CATTIVA recitazione! Agli inizi pensavo che gli attori di cinema fossero quelli bravi ed emozionanti dei film, mentre quelli di teatro gridavano e gesticolavano enfatizzando troppo. Non che non vi fosse un fondo di verità: esiste quel genere di attori, ma non si chiamano “attori teatrali” bensì “ATTORI CANI a teatro”. Mentre i pupazzi/e che si vedono in certa tv (soap opera, sit-com, fiction…) non sono propriamente “attori cinematografici”: sono “attori CANI sullo schermo”. Purtroppo in Italia gli si lascia tanto spazio, sia a teatro che sullo schermo. Buona parte di questo equivoco è supportata dal fatto che nel nostro paese, da quando si è diffuso il cinema, si è andati a teatro sempre meno: in questo modo la gente iniziò a pensare che gli attori di film facessero esclusivamente film, mentre la realtà è l’esatto opposto. Per un po’ è stato vero, tanti Vip si allontanarono dal teatro, ma ora che c’è la Crisi eccome se ci lavorano!(togliendo anche spazio a volti meno noti che meriterebbero!).
“Ma allora quale sarebbe sta recitazione VERA, sola ed unica??” “E allora le differenze palesi tra una performance teatrale ed una filmica??”
Allora… (anzitutto, preciso che stiamo parlando di recitazione “interpretativa” o se vogliamo “narrativa”: parlo di attori che hanno un testo e un personaggio, non di performer di teatro-azione o teatro-danza o biomeccanica”!!)
Sono i 2 MEDIA ad assere diversi, ed un attore vero deve esserne ben consapevole ed adattarsi! Il problema è che troppi insegnanti riempiono la testa di giovani attori con milioni di seghe mentali sulla dizione “assoluta”, l’enunciazione, la voce diaframmatica da proiettare, il gesto visibile ed espressivo e tante altre “sottomaterie”, che… gli studenti si perdono il nocciolo della questione, il nucleo: ovvero che bisogna essere VIVI e VERI!!
L’attore non è un bravo dissimulatore (stereotipo n°2)!!! L’attore vero NON FINGE, CREDE a ciò che fa! E lo fa anzitutto con sentimenti ed emozioni, è un essere umano non un corpo supportato da tecniche. La tecnica è qualcosa in più (necessarissima) per superare certi ostacoli e difficoltà. Per cui ritengo sia sbagliatissimo cercare di insegnare recitazione partendo solo dalle tecniche, perchè si crea questo equivoco che recitare sia una questione di trucchetti da imparare ad usare meccanicamente! Una volta che si è liberi da questo inganno ci si rende conto che un attore dovrebbe recitare allo stesso modo sia a teatro che nel film, con la consapevolezza che in entrambi vi sono “accorgimenti tecnici” da applicare. E BISOGNA essere così bene allenati che l’utilizzo di qualsiasi tipo di tecnica non deve andare a riempire spazio mentale: la mente deve stare al 100% nel personaggio e nel momento, le tecniche devono venire automaticamente! Per dirla in soldoni: non si deve pensare alla dizione mentre reciti, o alla proiezione vocale ecc… Un attore che riesca in questo è, a mio avviso, considerabile come “vero attore” (che sia bravo o meno lo vedremo!), e può lavorare bene SIA in teatro CHE al cinema. Chiunque faccia fatica a passare da teatro a cinema e viceversa, evidentemente ha delle profonde lacune da colmare, che possono essere tanto tecniche quanto “puramente recitative”(o artistiche)! A disposizione per chiarimenti 🙂

p.s. Perfavore, non chiedete mai ad un attore “Ma di cinema o di teatro??”… piuttosto mettetela così:”Ma lavori più spesso in teatro o al cinema?”

Buondì!

Buondì! Sei un giovane attore o amante del cinema/teatro un po’ confuso su Metodo Stanislavskij – Strasberg??

Nella sezione “Il Lavoro” puoi trovare una breve storia della nascita di questi 2 capisaldi della recitazione! Spero sia utile! 

Libri consigliati:

Mel Gordon, Il sistema di Stanislavskij, Marsilio, Venezia, 2001.

Lee Strasberg, Lezioni all’Actors Studio, Paolo Asso (a cura di), Dino Audino editore, Roma, 2002.

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Habemus cursum!

A quanto pare….  sto per iniziare un’ attività parallela (ma quante ne ho??!) di insegnamento di recitazione! Wow…. devo dire che non me lo aspettavo, pensavo che non mi ritenessero adatto. Sono eccitato all’idea: ho molte belle cose da insegnare a dei principianti assoluti, ed è sempre una bella emozione vedere i loro occhi sgranati dal piacere della scoperta. Farò del mio meglio per fare in modo che sia un gran bel percorso insieme!  Ho avuto già altre esperienze di insegnamento, ma la materia era – per la precisione –  “Recitazione in inglese”, quindi non era per principianti.  Bene! Ho già pronti gli argomenti che svilupperò nel programma (e di cui tratterò anche in questa sede, di tanto in tanto!):

  • Cosa è l’Arte. L’attore come artista di se stesso. Noi siamo il nostro strumento da suonare, la nostra tela da dipingere. Analisi dell’etimologia delle parole italiane “attore” e “recitare” a confronto con altre lingue ed altri modi di intendere questa attività.

  • I requisiti base dell’attore professionista (l’importanza della cultura, dell’immaginazione, della curiosità infinita, dello spirito di osservazione, della mentalità aperta, dello spirito di sacrificio e determinazione).

  • Inganni ed errori tipici dei principianti.

  • Gli strumenti dell’attore: corpo, viso, voce, anima.

  • Storia dei “Metodi”: come si recitava e come si recita oggi.  2 situazioni attuali a confronto Stati Uniti ed Italia.

  • 3 fondamentali indispensabili: rilassamento, concentrazione, immaginazione. Tecniche ed esercizi per allenarle e svilupparle.

  • Il punto di partenza: una nuova percezione di sé. Appunti per imparare a conoscere la propria persona ed essere vivi al 100%. Comprende esercizi pratici (sense memory ed emotional memory)

  • Punto successivo: osservare e relazionarsi con gli altri. L’attore deve essere un grande esperto della natura umana. Comprende esercizi pratici sul relazionarsi, sulla fiducia, sul “rompere i blocchi”.

  • Il nocciolo della questione: esprimere! Appunti ed esercizi per migliorare l’espressività, in senso molto ampio (emotivo, gestuale, vocale…). Istinto vs. Ragione comprende gli esercizi sugli animali ed improvvisazione.

  • Cenni su di una preparazione culturale minima dell’attore professionista (letture e visioni indispensabili o fortemente consigliate).

  • Il discorso della Memoria: perché è un falso problema o un alibi per pigri. Consigli pratici.

A questo punto il corso potrebbe dividersi in due parti: dopo la prima fase relativa ai fondamentali, in senso sia teorico che pratico, si passerebbe alla seconda parte, in cui ci addentreremo nell’analisi del testo e nella costruzione del personaggio. 

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3…2….1….VIA!!

Si parte! Inauguro oggi – 19/09/13 – questo Blog,lover-marlon-brando-lovers-4328 dedicato alla mia attività recitativa e critica, all’arte dell’attore in tutte le sue sfaccettature e MOLTO ALTRO! Sono molto contento ed elettrizzato, ma anche intimorito dalla mole di lavoro che so che presto tutto ciò comporterà, c’è ancora così tanto da aggiustare!! Nel frattempo siate i benvenuti nel dare un’occhiata alle sezioni About Me e alle mie Recensioni!